mercoledì 3 settembre 2014

Impianti tecnici-edili: il deposito del progetto al comune

di ing. Andrea Rattacaso - Versione 1.0 che significa?


Dopo l'università, magari dopo un brillante percorso di studi, ho potuto constatare con gli altri colleghi che si arriva spesso impreparati nel mondo del lavoro.

Fortunatamente, ogni studente, oltre ad aver imparato un'enorme quantità di nozioni, ha anche acquisito la capacità di “imparare ad imparare”: apprendere velocemente è infatti fondamentale per fare la differenza durante il nostro percorso professionale di ingegneri.

Accade così che, chi è bravissimo nella progettazione di qualcosa, deve imparare di sana pianta cose che all'università non gli hanno mai menzionato.

Un esempio su tutti, il deposito del progetto al comune.

In questo caso saper progettare non è sufficiente, ci sono degli iter burocratici da seguire affinché siano rispettate tutte quelle leggi che tutelano i valori come la sicurezza, l'efficienza energetica e il rispetto generale delle norme tecniche vigenti.

La tecnologia avanza in maniera spedita e una corretta progettazione, armonizzata ai valori sopra citati, è sempre necessaria affinché la collettività possa usufruirne al meglio.

Una corretta progettazione ha, banalmente, il suo nucleo principale nella definizione stessa di progetto, ossia l'esposizione dettagliata di un'idea col fine di poter essere utilizzata da chi dovrà costruire un prodotto o generare servizio.

Nella pratica di un professionista abilitato, la progettazione è il processo che:
  • partendo dalle esigenze dei clienti;
  • in base alla conoscenza specifica di materiali e componenti;
  • e nel pieno rispetto delle norme tecniche e delle leggi;
definisce:
  • la funzionalità;
  • la geometria;
  • e le caratteristiche tecniche
di un qualsiasi impianto tecnico. Tutto ciò si traduce in una relazione tecnica, corredata di schemi, disegni e computi.

Per estendere la trattazione ai lavori pubblici, è necessario che io vi ricordi la suddivisione delle fasi di progettazione:
  1. Progetto preliminare, che “stabilisce i profili e le caratteristiche più significative degli elaborati dei successivi livelli di progettazione”;
  2. Progetto definitivo, che è“redatto sulla base delle indicazione del progetto preliminare approvato e di quanto emerso in sede di eventuale conferenza di servizi, contiene tutti gli elementi necessari all'acquisizione dei titoli abilitativi, dell'accertamento di conformità urbanistica o di altro equivalente”.
  3. Progetto esecutivo, che è il progetto completo vero è proprio, ossia quello che permette PRATICAMENTE di realizzare l'opera in base alla reale situazione.

Se volete approfondire vi invito a visionare il DL 163/06.

In tutti i casi, secondo il DM 37/08il progetto è sempre obbligatorio e i soggetti obbligati variano a secondo della tipologia e della complessità dell'opera.

Ad esempio, nell'articolo 5 comma 2, possiamo leggere tutte le tipologie di impianto in cui è obbligatorio il progetto di un professionista iscritto ad un albo (ingegneri, architetti, geometri, ecc...); lascio a voi ogni ulteriore approfondimento.

Altro aspetto da considerare è invece quello imposto dalla Legge 10/91, ossia “l'obbligo di progetto e di redazione della relazione di rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico da depositare in Comune”.

Questa legge si applica [...]“alla progettazione e realizzazione di edifici di nuova costruzione e degli impianti in essi installati, di nuovi impianti installati in edifici esistenti, delle opere di ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti”.

Infine c'è la parte della normativa tecnica, ossia tutte quelle regole che rappresentano quello “stato dell'arte” nominato dalle leggi. Infatti, progettare un impianto a “regola d'arte”, vuol dire proprio usare come riferimento le norme tecniche UNI e CEI.

Prima di parlare del deposito del progetto è necessario dare alcune definizioni:
  • La denuncia di inizio attività (DIA), ossia quel documento amministrativo che attualmente viene utilizzato solo per le varianti in corso d'opera, in vece di un permesso di costruire, quando non si apportano delle modifiche sostanziali.
  • La segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), è il documento che nel 2010 ha sostituito la DIA e nel nostro caso ha la valenza di una denuncia di inizio lavori.
Se si è agli inizi, è SEMPRE BUONA NORMA andare preventivamente a reperire informazioni sugli iter procedurali direttamente dal Comune a cui si intende presentare il progetto, anche con una semplice telefonata.
Le eventuali spese, la modulistica, le modalità di presentazione (cartacea o informatica) possono variare di molto.

In generale, per avere sempre un quadro chiaro e ben definito, è importantissimo ricordare gli obiettivi del DM 37/08 e della Legge 10/91, rispettivamente la sicurezza delle persone e l'efficienza energetica.

Ad esempio, quando si tratta di opere più complesse, grandi opere, o lavori pubblici, bisogna stare attenti a come si presenta il progetto, altrimenti si rischierebbe di raddoppiare la mole di lavoro per ogni variante in corso d'opera.

In questo caso, nel progetto preliminare o comunque alla presentazione dei progetti al comune, è consigliabile presentare insieme al progetto edilizio un progetto dell'impianto limitato alla parte relativa alla sicurezza, con un disegno qualitativo (senza quote), ponendo particolare attenzione a materiali e componenti.
Poi, nel progetto definitivo o al reale inizio dei lavori, si potranno inserire le parti relative all'efficienza energetica.

Personalmente, visto che non mi riguardava, non mi sono mai interessato gli iter burocratici della progettazione ma, ora che voglio specializzarmi in questo ambito, purtroppo mi tocca.

Da quello che sto osservando da quando ho aperto la p.iva, conoscere gli iter burocratici ti conferisce una velocità di lavoro non indifferente.
In generale, una profonda conoscenza delle leggi aumenta considerevolmente la nostra competenza, riusciamo a trasmettere maggiore fiducia nei clienti e otteniamo una certa serenità durante i nostri incarichi.

Non approfondisco ulteriormente il tema della relazione tecnica, anche perché sulla legge 10/91 è in rete potete trovare tutte le informazione che vi servono, in tutte le salse.

In futuro sicuramente ci sarà un approfondimento, appena avrò tempo, forse nelle vacanze di Natale.
Qualora riscontriate inesattezze o informazioni incomplete, vi prego cortesemente di segnalarmele.

Alla prossima.

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Andrea Rattacaso
Ingegnere
Nato e vissuto a Praia a Mare (CS), attualmente sto costruendo la mia vita ad Empoli (FI), nel cuore della Toscana. In passato ho svolto diversi lavori: barman, cameriere, giardiniere, venditore, docente, idraulico, operaio e purtroppo anche il disoccupato.
Oggi faccio l'ingegnere e mentre cerco di sopravvivere alla crisi, mi impegno ad usare le mie competenze tecniche per risolvere i problemi dei privati cittadini in ambito di efficienza energetica, sicurezza e organizzazione tecnica di piccole imprese.
Costruttività, adattamento e forte orientamento al risultato sono i punti forti che caratterizzano il mio modo di lavorare.

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