sabato 27 settembre 2014

Stati generali sulla libera professione: l'incontro di Firenze

di ing. Andrea Rattacaso - Versione 1.0 che significa?


Come ben saprete, tutti i liberi professionisti, compresi gli ingegneri, si trovano a convivere con uno stato di crisi  più unico che raro.

Già il 28 Agosto 2014 il centro studi del CNI ha confermato i già allarmanti dati di questi ultimi 2 anni:
  • calo della retribuzione media dell'11%;
  • calo di assunzioni a tempo indeterminato del 58% .
A questo scopo, in varie zone d'Italia, si sono "organizzati" degli incontri tra liberi professionisti allo scopo di confrontarsi, analizzare la situazione, fare proposte ed eventualmente creare dei gruppi di lavoro.

Proprio giovedì sera, il 25 Settembre 2014, ho partecipato ad uno di questi incontri organizzato da alcuni colleghi della provincia di Firenze, dove erano presenti anche l'ing. Marco Bartoloni (Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Firenze) e l'ing. Valentina Stefanini (Presidente di InarSind). Personalmente avevo voglia di conoscere i problemi dei miei colleghi più anziani, di raccontare la mia storia e magari di fare qualche proposta.

Alla fine però non ho portato alcuna testimonianza (mea culpa) e, rendendomi conto della mia insufficiente conoscenza della situazione attuale, ho ritenuto di non fare alcuna proposta. Almeno potrò riassumere qui le conclusioni dell'incontro.

Il nocciolo della questione che riassume tutto il problema dell'ingegnere libero professionista è questo:
  1. poco lavoro, pochi progetti, poche opportunità;
  2. quel lavoro che è rimasto offre poco guadagno economico;
  3. il lavoro ha fortissime restrizioni economiche, si risparmia su tutto;
  4. è molto più difficile riscuotere i compensi per le prestazioni offerte.
Da quello che sono riuscito a comprendere, questo scenario è generato dai seguenti problemi:
  1. assenza di rappresentati/referenti validi in politica: l'elettorato rappresentato dagli ingegneri è poco attrattivo per i centri del potere, che hanno bisogno di consenso. Di conseguenza, non ci sono abbastanza politici pronti a fare leggi per risolvere i nostri problemi;
  2. distanza tra gli ingegneri e il resto della società: l'ingegnere è generalmente visto come un evasore e una persona che non ha i problemi economici che hanno gli altri.
  3. assenza di cooperazione tra i liberi professionisti: la maggioranza dei liberi professionisti è troppo individualista e questa mancanza di sinergia non permette di colmarsi a vicenda le lacune tecniche;
  4. scarsa capacità di reinventarsi: gli ingegneri in crisi soffrono di una certa crisi di adattamento alle nuove esigenze dei clienti.
Per questi problemi sono state proposte le seguenti soluzioni:
  • decadenza della responsabilità professionale quando non si viene pagati, magari da proporre in una legge;
  • appello a tutti i presenti all'incontro, a collaborare per la costituzione di un gruppo di lavoro su non si sa cosa;
Da quello che avete letto avrete intuito che non è stato un incontro molto fruttuoso e ovviamente anche io mi prendo la mia piccola fetta di responsabilità per la scarsa capacità propositiva. Credo che comunque sia stata un'iniziativa positiva che potenzialmente potrebbe dare una scossa a questa situazione disastrosa.

Personalmente ho altre considerazioni da aggiungere in base a ciò che ho appreso da questo incontro.

Gli ingegneri, in termini demografici, contano troppo poco: nessun politico, soprattutto in questo periodo, perderebbe tempo a proporre un cambiamento normativo a nostro favore in vista di una quantità esigua di voti.
Inoltre, ritengo che i voti degli ingegneri sono poco manipolabili: noi vogliamo vedere i fatti e non siamo sicuramente i tipi che si accontentano di qualche promessa. Ci sono categorie molto più semplici da attirare, e con qualche semplice promessa si riescono ad ottenere una quantità enorme di voti.

A conclusione:
da soli non possiamo farcela.
Anche se la distanza con la società (a mio parere) sta diminuendo a causa della crisi che ci accomuna, dobbiamo trovare il modo di metterci ancora di più alla pari con gli altri.

Purtroppo, con chiunque si parli al di fuori di noi, quasi nessuno vi dirà mai che gli ingegneri sono una categoria a rischio. Dobbiamo accettare che i nostri problemi, pur essendo seri, sono di minore entità rispetto agli altri che hanno sicuramente meno risorse di noi per poter reinventarsi un lavoro.

Mettersi alla pari con gli altri significa anche chiedere dei compensi minori valutando caso per caso, non per svendere il nostro lavoro, ma perché c'è la crisi ed è giusto essere pagati di meno quando anche i nostri clienti sono a loro volta pagati di meno, quando sono in difficoltà economiche esattamente come noi.

Dobbiamo spiegare bene quello che noi facciamo, tutti i vantaggi che offriamo, per poter far vedere ai nostri clienti la qualità dei nostri servizi e non essere percepiti "solo" come una spesa obbligata dallo stato.

Colmare la distanza con la società ovviamente non è sufficiente: è necessario generare una certa rappresentanza politica, anche magari votando all'interno dei nostri ordini di appartenenza e poi portando i nostri uomini all'interno delle Istituzioni.

E, in assenza di una valida rappresentanza, noi ingegneri potremmo intanto mettere appunto una proposta di legge per la riforma della libere professioni (ad esempio inserendo la decadenza della responsabilità professionale quando non si è pagati) collaborando con gli altri ordini professionali, in armonia con le esigenze dei cittadini, per poter poi portare una proposta in parlamento valutando la disponibilità di tutte le forze politiche.

Queste proposte magari avrei dovuto esporle durante l'incontro, ma ormai è fatto ciò che è fatto.

Se risiedete nelle zone limitrofe alla provincia di Firenze, se avete proposte o volete semplicemente mettervi a disposizione per realizzare le proposte degli altri, potete manifestare la vostra disponibilità alla seguente mail:
derenzis.segreteria@tiscali.it


Andrea Rattacaso
Ingegnere
Nato e vissuto a Praia a Mare (CS), attualmente sto costruendo la mia vita ad Empoli (FI), nel cuore della Toscana. In passato ho svolto diversi lavori: barman, cameriere, giardiniere, venditore, docente, idraulico, operaio e purtroppo anche il disoccupato.
Oggi faccio l'ingegnere e mentre cerco di sopravvivere alla crisi, mi impegno ad usare le mie competenze tecniche per risolvere i problemi dei privati cittadini in ambito di efficienza energetica, sicurezza e organizzazione tecnica di piccole imprese.
Costruttività, adattamento e forte orientamento al risultato sono i punti forti che caratterizzano il mio modo di lavorare.

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